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lunedì 10 settembre 2007

Il Frocio

Maurizio Blondet è senza ombra di dubbio un uomo d' un pezzo. E con ciò intendo soprattutto che è MASCHIO, virilissimo, non solo nel tratto della penna, ma anche nelle sembianze e nella gestualità. (Il fatto che accavalli facilmente le gambe non significa nulla: lo fa anche Mughini.) E' un uomo d' altri tempi, si potrebbe dire.

Nel suo pezzo di oggi si cimenta in una nobile e dotta esamina di una patologia di cui trovate accurata descrizione solo nelle migliori riviste mediche: l' omosessualità.

Ovviamente Blondet è sano. E quando dico sano, escludo anche la più remota possibilità che egli sia, anche a sua insaputa, "portatore sano" di questa malattia, questo terribile morbo corruttore di gioventù sin dai tempi di Socrate. Non meraviglia perciò vedere quanto sia netto il modo con cui prende le distanze da ogni sintomo a questa riconducibile. Ma siccome è sì un signore d' altri tempi, ma anche fulgido esempio di attuali virtù, lo fa con grazia quasi poetica. Tanto che più volte, nel riferirsi a Proust, ricorre a un linguaggio molto "politically correct", definendolo "gay".

Mi viene in mente un brillante scambio di battute dell' ultimo film di Ozpetek, "Saturno contro":

- Lei è gay?

- No, sono frocio.

- Credevo fosse la stessa cosa.

- Sì, ma io sono all' antica.

Sappiamo che ai tempi di Proust l' outing non andava di moda come oggi, per cui la confessione della sua corruzione è tutta nella sua produzione letteraria. Mi domando quale sarebbe invece la sua posizione in merito se vivesse il nostro tempo: si direbbe orgogliosamente frocio? Oppure, nobile d' antiche memorie, tacerebbe sulle proprie pulsioni più intime e, dopo aver puntato indice e riflettori sulle pene quotidiane altrui, si morderebbe la lingua tentando di star al passo coi tempi, e con sana ipocrisia si riferirebbe a questi malati con il termine "gay"?

Comunque sia, oggi non c' è più ragione di celare l' omosessualità. L' essere frocio non desta particolare scandalo. A patto che non si riveli di esserlo involontariamente, come è capitato al senatore americano Larry Craig. L' opinion leader per eccellenza Mazzucco ce ne aveva già raccontato le peripezie a tempo debito (con tanta dovizia di particolari da chiedersi: come diavolo fa quest'uomo ad essere così informato sui segnali che si scambiano gli omosessuali nei bagni pubblici?), e Blondet fa riferimento a questo fatto di cronaca nella chiusura del suo pezzo, quando accenna all' "apostolo dei valori famigliari colto con la braghe calate in un cesso". (Poesia! Pura poesia, i cui versi sono gocce di marmo.)

Forse è utile riportare qui che Craig, stando all' articolo di Mazzucco, è un "attivista antigay di peso notevole" ed appartiene alla destra cristiana conservatrice. Non vorrei infatti che qualcuno fraintendesse quanto scritto fino ad ora: le similitudini con Blondet si esauriscono qui, perché le bretelle dello zio Maurizio, a quanto pare, sono ben salde sull' orlo dei pantaloni.

giovedì 23 agosto 2007

Non c’ era fretta

Blondet è tornato. Dal Sud Italia. Con un articolo dal titolo rassicurante: "Non c'è fretta". Suppongo che nell' arretrato meridione ci sia andato per godersi un po' di meritata vacanza. E' tornato, senza fretta, lamentando l' impossibilità di comunicare da un posto in cui "agisce una brutale inciviltà, che peggiora incurabilmente". Mi ricorda un po' quei civilissimi tedeschi che dopo essersi goduti un po' di Italia, la raccontano focalizzando l' attenzione su "pizzaspaghettimafia".

E' tornato, senza fretta, dicevo, e visto l' articolo: che fretta c' era? Dice: "Tutto il peggio è già avvenuto." (Fosse tornato prima, forse si sarebbe potuto limitare i danni...)

Nei giorni che hanno segnato il pesante calo delle borse, con un orecchio costantemente sintonizzato su Radio 24, per la prima volta ho aspettato e sperato con tutto il cuore che Blondet si facesse vivo al più presto! Forte delle precedenti esperienze con lo zio, sarebbe bastato uno qualsiasi dei suoi soliti "Moriremo tutti!" per tranquillizzarmi. Invece nulla. Il silenzio è stato più allarmante di qualunque sua previsione. "Che abbia prelevato tutti i suoi risparmi e si sia rifugiato in un bunkerantirecessione?" – speculavo.

In sua assenza, anche gli altri di Effedieffe hanno letteralmente perso la testa. L' altro giorno, leggevo in un articolo sul Reiki: "Se si vuole la guarigione totale di tutto quel che si è (corpo, anima e spirito), si deve riconoscere in primo luogo la sovranità infinita di Dio (dell'unico Dio, dell'unica Chiesa), la debolezza e la miseria della propria condizione e la potenza infinita guaritrice dell'unico Signore e Salvatore, Gesù Cristo, nel cui nome ogni ginocchio si piega e si piegherà in eterno." Non so quanti lettori concorderanno con la mia lettura, ma secondo me, dietro a queste frasi celestiali si cela anche una velata minaccia. Nel dubbio le ho riportate, esclusivamente per il vostro bene. Per quanto mi riguarda infatti, ho già pagato 2 anni fa, a causa di un ginocchio evidentemente non sufficientemente flessibile, con una dolorosissima rottura dei legamenti.

De Fina invece, in questi giorni ha scoperto che, a lungo andare, le troppe sparate possono ripercuotersi anche sul portafoglio. Effedieffe è stata esclusa dal consueto Meeting di Comunione e Liberazione che si tiene a Rimini, per cui lì non può vendere più i propri libri. "La ragione dell'esclusione è del tutto politico-ideologica; Blondet, nostro autore di punta, è incompatibile con la linea di totale asservimento da parte di Comunione e Liberazione ai guerrafondai usraeliani." Il signor De Fina, se proprio non vuole guardare in faccia la realtà, invece di elencare il popò di incontri che il popolo di CL dovrà "sorbirsi" quest' anno, provi a consolarsi in questo modo: i ciellini già ospitano regolarmente Andreotti e Berlusconi, continuare a tenersi pure Blondet per loro significherebbe la fine. Mors tua vita mea.

Ma mentre così si disperavano su effedieffe, la controinformazione si è rimboccata le maniche: certe cose sul crack finanziario qualcuno le doveva pur dire. Il primo a sbottonarsi è stato Benetazzo, con un ghignante articolo che sintetizzerei così: "Ve l' avevo detto, Io!". (Ma se è per questo, aveva anche detto che in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni, sarebbe emigrato.) Poi è arrivato Giulietto Chiesa. Del suo articolo, lo ammetto, ho capito pochino, anche perché in quei giorni ero assillato da una domanda: "Quanto tempo mi rimane?". Di tutto il resto, spero lo capirete, non mi interessava un granché. L' oracolo Giulietto mi ha risposto: "Le classi politiche arriveranno a capire quello che ci sta arrivando addosso nel prossimi quindici anni: cioè quando ci sarà arrivato addosso." Ah beh, ma allora! Alla faccia di quel corvaccio di Blondet, che mi dice sempre domani, o al massimo dopodomani (ma li mors tua!)… 10-15 anni non sono poi così pochi! Mi sono un po' rasserenato sentendo questa buona notizia, mentre invece Chiesa si mostrava preoccupato: "Già mi pare di vedere molti lettori storcere il naso: ma questo è catastrofismo!" No, io no! Anzi… (Catastrofismo è Noble Resolve 2. Questo, a confronto, è quasi l' augurio di una lunga vita serena!)

Ed ecco che oggi torna invece lo zio Maurizio, più abbronzato che mai, ma sempre con qualche sassolino da togliersi dalle scarpe (questa volta quella di qualche spiaggia del Sud, come abbiamo visto). Poi ci racconta che moriremo tutti… bla bla bla… come nel '29… bla bla bla. Niente di nuovo insomma. No, un momento… come è quella frase prima del '29? "Questa crisi è tra noi e ci resterà per dieci, quindici anni…" Accipicchia! E' tornato quando il "peggio è già avvenuto", per ripetere la solita solfa e fare uno shakerato con le valutazioni di Chiesa, secondo il quale la crisi arriva tra 10-15 anni, mentre per lui è già qui e non se ne andrà prima di 10-15 anni.

Il controinformato non sa proprio più a chi credere. Ecco perché, zio Maurizio, forse stava meglio prima che tu tornassi. Per riportare il solito casino… davvero non c' era fretta alcuna.

USA-FREE: NEL CASO TU TORNASSI, 'N TE SPUTO, CHE T'AMPROFUMO! :D

mercoledì 8 agosto 2007

L’ Editore


"Nota dell'editore


La vittoria della coalizione di sinistra-centro grazie a vergognosi brogli elettorali (ricordiamo ancora, per soli 24.000 voti di differenza) la successiva totale occupazione del Paese da parte di un regime stile Albania anni '70, col relativo saccheggio di ogni risorsa della parte produttiva della nazione a favore dei satrapi ulivisti e della clientela nullafacente che li sostiene, il vergognoso appoggio al governo da parte dei cosiddetti senatori a vita, da nessuno votati e in parte già sottoposti ad indagini giudiziarie (vedi, per esempio, i casi Scalfaro/SISDE e Colombo/cocaina) la totale passività ed acquiescenza della opposizione, hanno prodotto uno stato di profondo sconforto e di disillusione nella popolazione, anche in settori di quella che ha votato per l'Ulivo. [...]

Forza Italia è solo Berlusconi; tutto quello che c'è attorno a Berlusconi è solo sfruttamento delle sue possibilità economiche e relazionali; la classe dirigente del partito ha creato inoltre un cordone sanitario che lo isola per non far penetrare nuovi potenziali concorrenti con cui spartire la mangiatoia.

Berlusconi potrebbe ancora essere il capo riconosciuto dell'opposizione; è l'unico che fa politica per una missione e non per arraffare (può permetterselo e non è un ladro); se non avesse avuto ideali gli sarebbe stato sufficiente, dopo Tangentopoli, appoggiare l'Ulivo (come la totalità dell'imprenditoria italiana) invece che contrastarlo, e avrebbe addirittura accresciuto il suo business.

Il compito di Berlusconi è però improbabile: dovrebbe liberarsi di buona parte di Forza Italia e di quasi tutti quelli che fanno parte, nel suo impero, del settore della comunicazione e che sono una fabbrica collaudata di voti per i suoi avversari (vedi Mediaset e Mondadori). [...]

...Formigoni ed i suoi accoliti, che hanno fatto della Lombardia, regione dalla quale scappare, la copia della Romania di Ceaucescu o della Bielorussia di Lukashenko"

Tutto questo e molto altro ancora in uno stupidario ad opera di Fabio de Fina. Se interessati, vi invito a gustarvelo nella sua interezza qui.

Sarebbe folle contestare una ad una le affermazioni di questo signore (e anche sotto tortura, mi limiterei a correggere il nome del dittatore rumeno: Ceausescu), mi pare invece molto più utile sottolineare che Fabio de Fina è l' editore di Maurizio Blondet. Qualcuno infatti potrebbe anche pensare, per qualche misterioso motivo, che Blondet lavori in proprio, senza rispondere ad alcun interesse, economico o politico che sia. Un po' come Mazzucco, tanto per intenderci. Invece no! Perché il capo della baracca effedieffe guarda caso è anche il responsabile del "dipartimento culturale" di Forza Nuova.

Non vorrei aggiungere null' altro. Torna però prepotente alla memoria un murales visto qualche tempo fa in rete: (Nel caso non si leggesse bene: "Forza Nuova - vecchie merde")

Naturalmente l' immagine dello zio Maurizio non è minimamente scalfita dalle frequentazioni del suo capo. Non esiste infatti alcun detto del tipo: "Dimmi chi ti edita e ti dirò chi sei".

lunedì 2 luglio 2007

Cretinopoli

Pensavo di non essermi perso proprio nulla nei giorni scorsi, ma evidentemente mi sbagliavo. Non avevo prestato sufficiente attenzione a questo articolo di Blondet, che veramente: merita J! E se non fosse per il sempre pronto Goldstein che lo ha segnalato anche su LC, non mi sarei goduto una gemma di purissima controinformazione.

Ma andiamo per ordine. Questo è il filmato oggetto dell' articolo. (Guardatelo anche se non capite l' inglese, perchè tanto poi ci pensa lo zio Maurizio a raccontarvi ciò che avete visto !)

Lo zio dice (il grassetto è mio):

"La giornalista presentatrice sbotta: «Vi devo delle scuse, ed è per il pezzo d'apertura. Odio questa storia. E credo che non dovrebbe essere la notizia d'apertura».
Si tratta, come si saprà poi, degli ennesimi aggiornamenti sulla vita di Paris Hilton «
cambiata dal carcere».
E sotto gli occhi prima allibiti, poi sarcastici del co-presentatore, Joe Scarborough, che è anche un ex parlamentare, la donna strappa più volte i fogli che ha in mano, cerca di dar loro fuoco, e alla fine li butta in una macchina sbriciolatrice.
«
Complimenti, hai cambiato il mondo», le spara velenoso Scarborough.
«
Sì, almeno il mio mondo», replica lei.
Spiega che la notizia d'apertura, secondo lei, doveva essere quella dei senatori repubblicani che, capeggiati da Richard Lugar, si oppongono a Bush sulla guerra in Iraq.
«
Ma il mio produttore non mi ha dato ascolto, ha voluto mettere questa [la Hilton] in apertura»."

A mio modesto parere, la bella Mika, eroina dell' articolo di Blondet, non sbotta proprio nulla. Se avete visto il filmato, avrete già notato che la frase d' esordio è condita da una smorfia degna delle migliori/peggiori sitcom americane. Manca la fastidiosa risata di sottofondo preregistrata, ma è subito chiaro che si tratta di una scenetta concordata. Sorvolando sugli occhi allibiti di Scarborough (ma dove li avrà visti?), potremmo anche dire che la ricostruzione è abbastanza fedele. Putroppo però si è scordato di riportare che, in un attimo di folle goliardia mattutina, il collega annusa in maniera peccaminosa il foglio appallottolato in cui c' è "la notizia" su Paris Hilton, per concluderne che ha un buon profumo. Mika, nel mentre, ride e si copre il volto, sorpresa e imbarazzata da tanta audacia.

Questo dimostra incontrovertibilmente che la "comunicazione non verbale" è una boiata pazzesca, perchè dove io vedo quanto appena detto, Blondet vede una ribellione in corso, sedata poi con sparate velenose.

Non ci sarebbe tanto altro da raccontare, perchè i fatti sono questi. Ma ovviamente omettendone qualcuno e interpretando a piacere gli altri , se ne può cavare anche un sognante articolo, dal titolo "Una ribelle a Cretinopoli?".

Cretinopoli c' è, senza dubbio. Non riesco però a vedere la ribelle. Blondet evidentemente sì, perché aggiunge:

"Sì, Mika Brzezinski sembra davvero esasperata, si prende la testa fra le mani, a tratti è sul punto di piangere."

Ho riguardato diverse volte il filmato. Non c' è nemmeno un momento in cui Mika "si prende la testa fra le mani". Il resoconto di Blondet è pieno di fantasia. Invenzioni. La giornalista sembra quasi una donna angelicata.

Ma la vicinanza del tritacarte rende d' un tratto Blondet giustamente sospettoso:

"Forse anche la ribellione era in programmazione.
Forse, anche questo è stato simulato, come in fondo in TV è simulato tutto.

Il sistema di Cretinopoli avrebbe celebrato così il suo trionfo finale e la sua chiusura totale: è in grado di darci tutto, anche il sogno della liberazione da se stesso.
Staremo a vedere, aspettiamo il seguito."


Zio Maurizio! Ma è evidente che fosse "simulato", non serve il seguito!

Nessuno si è ribellato. Perchè sappiamo tutti che fine fanno quelli che si "ribellano" solitari in un REICH, vero? Tranquillizzati, non è successo nulla. E' solo la storia già nota: Cretinopoli prosegue sulla solita rotta. E ControCretinopoli prosegue sulla sua.

Conclude così questo suo viaggio onirico Blondet:

"Pippo Baudo, 71 anni, presenterà un'altra volta Sanremo.
Maurizio Costanzo, anni 70, ha un nuovo ricco contratto TV."

E questa volta non posso che essere in sintonia con la sua amarezza. Questo è proprio uno sporco mondo.

lunedì 25 giugno 2007

Informazione certa

Il menù per la colazione di stamattina: Globalresearch e caffè.

Brividi d' estate: il prof. Michel Chossudovsky paventa nel suo articolo nuovi attentati terroristici negli USA (suppongo autoinferti, naturalmente), per giustificare una guerra all' Iran.

Giusto il tempo che la caffeina entri in circolo e mi rendo conto che è già da un po' che sento parlare di imminente attacco all' Iran. Sfogliando nell' album dei ricordi più cari, rispunta una cartolina del sito effedieffe:

"Gi USA attaccheranno l'Iran il 6 aprile.
Lo afferma, sul settimanale russo «
Argumenti Nedely», Andrei Uglanov, che pare avere fonti informative dei servizi di Mosca.
L'operazione sarebbe stata battezzata «
Bite» (Morso) perché non prevede nessuno sbarco o invasione, ma una serie di bombardamenti, della durata di dodici ore (dalle 4 del mattino alle 16), contro una ventina di obbiettivi e installazioni nucleari iraniane. "

Inizia così uno strepitoso articolo di Maurizio Blondet pubblicato il 21/3, in cui in pochissime righe condensa fonti, tempi e modalità di un evento clamoroso, di cui da notizia ai suoi lettori in anteprima e con larghissimo anticipo. (Brividi di primavera, insomma)

Il Bite de "Gi USA" non è poi arrivato e alle ore 17 del giorno 6 aprile, coloro che avevano preso per oro colato la "notizia", sentivano crescere le orecchie d' asino, insieme all' esigenza di chiedere lumi all' autore. Che così ha risposto (grassetto mio):

"…il 6 aprile non s'è verificato l'attacco americano all'Iran, annunciato dai servizi russi e da me riportato.
Qualche lettore continua a chiedermi come mai ho sbagliato previsione?
Ci sono lettori, anche gentili, che continuano ad equivocare la natura del nostro lavoro.
Che non è quello dell' indovino e del cartomante, ma - più modestamente - del segnalatore di eventi geopolitici che possono essere premonitori.
Spero di non dovermi ripetere.
Quanto al «
perché» l?attacco non sia avvenuto, la risposta è: l' accorta gestione iraniana della prigionia dei 15 marines britannici catturati, e la loro liberazione insperatamente rapida, ha cambiato del tutto i termini del problema. L'attacco, dopo, non è stato più possibile."

Può essere di qualche utilità osservare un paio di cosette: la notizia non era stata annunciata dai servizi russi, bensì da un tale di cui si diceva nell' articolo che pare avere fonti nei servizi. E scusate la pignoleria! A questo proposito aggiungo: nella lettura di certa-informazione (o controinformazione, se preferite) quando vi imbattete in un "pare che" o un "sembrerebbe" e similari, potete tranquillamente saltare i 2-3 periodi che lo seguono, se non addirittura smettere di leggere il tutto, quando sono queste le premesse su cui poggia l' articolo stesso.

Alcuni lettori, anche gentili, hanno evidentemente "equivocato" le " previsioni" di Blondet, scambiandolo per un meteorologo forse. (O forse per un giornalista.) Alcuni lettori invece, forse meno gentili, lo hanno riempito di insulti. Ma Signori, un po' di compostezza per favore! Blondet non è un indovino, nè un cartomante. E' un giornalista in pensione che, in quanto tale, è svincolato da qualche tempo dall' obbligo di rispettare "La carta dei doveri".

Dico questo perchè, al contrario di quanto lascia intendere la risposta data, l' articolo premoniva l' attacco all' Iran senza minimamente fare cenno ai 15 marinai britannici arrestati dall' Iran. E d' altra parte come avrebbe potuto? L' articolo è del 21/3, la cattura dei marinai è invece notizia del 23 marzo!

Confermo dunque: Blondet non ha la sfera di cristallo. Nella maldestra risposta ha solo tentato di salvarsi la faccia, sporcandosela ancor di più.

Chiudiamo il cerchio: chi è stato allora a mettere in relazione alcune esercitazioni militari e il sequestro dei marinai con il sempre imminente attacco all' Iran? E' stato il gentile Enrico, in un suo articolo del 3 aprile su LC. Lo ha fatto naturalmente avvalendosi del preziosissimo salvafondoschiena "Forse… Così si dice…"

A proposito, il suo articolo di oggi comincia così:

"E' risaputo quanto sia sempre stata importante per il Potere un'informazione manipolata, un'informazione deviata ad hoc che comportasse poi tutta una serie di conseguenze nella percezione dell'opinione pubblica."

Non è invece altrettanto risaputo che la certainformazione ricorre regolarmente alle stesse devianze. Ma d' altronde siamo qui per questo J.