Visualizzazione post con etichetta controinformazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta controinformazione. Mostra tutti i post

mercoledì 12 settembre 2007

La Lettera

Cari lettori di questo Blog,

come ben saprete, qualche giorno fa mi sono occupato dell' introduzione di Giulietto Chiesa al libro Zero. Diciamo così: non mi aveva convinto del tutto. Per cui, prima di fiondarmi in libreria ad acquistarlo, avevo pensato di porre qualche domanda all' autore. Ho letto con gusto la sua risposta (anche se, il fatto stesso di averla ricevuta, è equivalso ad una piccola scommessa persa).

Pubblico entrambe le lettere. Senza tanti commenti. Per il momento.

Ma è quasi doveroso che io sveli ora un piccolo retroscena: visto che Enrico Manieri aveva immediatamente notato qualche piccolo errore nel libro (che poi ha recensito), ho pensato di introdurre un piccolo errore nella mia lettera (che evidenzierò con caratteri in grassetto). Giusto per testare (se volete: in maniera puerile e meschina) la attenzione di Chiesa ai famigerati "dettagli". Cercavo, anche in questo modo, una dimostrazione del fatto che solo i debunker soffrissero di quella particolare miopia che impedisce di vedere la foresta quando ci si imbatte in un albero. Non voglio anticipare i dettagli, ma vi dico subito che purtroppo non l' ho trovata.

Va da sè che, quand' anche Giulietto fosse stato così galantuomo da perdonare al suo interlocutore una piccola svista (cosa dalla quale nessuno purtroppo può dirsi immune) e avesse perciò sorvolato sfoggiando uno stile impareggiabile, nessuno avrebbe per questo mutato minimamente la propria idea su quanto la sua conoscenza degli eventi dell' 11 settembre sia approfondita.

Detto ciò, non mi resta che augurarvi buona lettura J!


Lettera a Giulietto Chiesa:

Gentile dottor Chiesa,

sono bifidus
(nella lettera originale: nome, cognome e professione)
….. che segue con attenzione la questione dell' 11/9, aggiornandosi costantemente su internet anche sulle discussioni sorte tra "ufficialisti" e "thruthers". E' del tutto evidente che quegli avvenimenti stanno condizionando tutta la politica mondiale recente e che continuerà ad orientare anche quella futura , per cui capisco l' importanza vitale, il peso specifico di ogni parola pronunciata in questo contesto.
Purtroppo la mia preparazione, pari a quella di un qualunque "uomo della strada", non mi permette però di avere certezze sui vari aspetti tecnici che sono stati messi in discussione dai movimenti per la verità, per cui, nella migliore delle ipotesi sospendo il giudizio in attesa che spunti qualche elemento di più facile lettura, oppure nella peggiore, mi affido ai pareri di alcuni "esperti", confidando nella loro buona fede, ma senza darla per scontata.

Ho letto recentemente la sua introduzione a "Zero", che è stato per me spunto di qualche riflessione.
Lei, ad esempio, svela quel "trucco" di chi controlla l' informazione che consiste nello "sminuzzare il lavoro di ricerca in cento rivoli di contestazione", avvalendosi delle schiere di debunker sguinzagliati nel web. Non condivido questa sua posizione per un semplice motivo: lei giustamente dice di "guardare l'insieme", ma nel frattempo ospita nel libro gli scritti del signor Griffin, che non si è mai fatto scrupoli a concentrare l' attenzione sui "dettagli". Spesso anche tecnici, come è stato, tanto per fare solo un esempio, il caso della termite usata, secondo Griffin, per demolire le torri gemelle. Di fronte ad affermazioni di questo tipo, nel caso si volesse contestarle, qual' è l' atteggiamento giusto da adottare, a suo parere, per non incappare nell' infamante accusa di essere un "debunker"? Affermare che la termite non è un esplosivo, e che un suo eventuale utilizzo avrebbe portato a più di una situazione che è in contrasto con quanto osservato in realtà, è sufficiente per diventare un "addetto alla disinformazione"?
A mio parere, se si formulano ipotesi o accuse basandosi su dettagli specifici, non si può accusare l' "avversario" di giocare sporco se questo, per sottolinearne la debolezza, dimostra che le premesse sono sbagliate. Oppure, come spesso accade, evidenzia che nel formularle ci si è comodamente disinteressati di quegli elementi che era difficile (impossibile) integrare, a meno di non ipotizzare che centinia o migliaia di persone facessere parte del complotto.
E' il caso della presunta demolizione dell' edificio numero 7, ad esempio. In nessuna pagina dedicata alle ipotesi complottiste vedo riportato l' enorme quantità di testimonianze di pompieri sul luogo, che nell' immediatezza degli eventi hanno constatato che l' edificio fosse pericolante per via degli incendi e dei danni strutturali dovuti alle macerie di una delle torri. Perchè?
Vedo piuttosto, anche su una pagina del sito di
Megachip parole come queste: "Nonostante gli incendi nel Sette fossero così piccoli che il sistema antincendio avrebbe dovuto spegnerli, alle 17:30 circa, l'edificio è improvvisamente imploso, ed è crollato in un mucchio di macerie. Possono dei piccoli incendi aver fatto crollare il Sette?"
Mi sembra che sia una presentazione dei fatti piuttosto incompleta. Sarebbe preferibile, a mio modo di vedere, accusare i pompieri di aver dichiarato il falso, o anche ipotizzare che quei nomi e quelle testimonianze siano di sana pianta inventate da qualcuno per sorreggere una versione ufficiale zoppicante, piuttosto che far finta che non siano mai esistiti.

Ma non è questo il punto vero a cui volevo arrivare, sebbene fosse un preambolo necessario per ricordare con qualche esempio che, in questi 6 anni, ad ogni affermazione/ipotesi dal fronte "cospirazionista" è arrivata la puntuale smentita/rettifica dai debunker, e per di più senza che queste discussioni sortissero alcun effetto su una politica estera americana che continua imperterrita a mietere vittime in giro per il mondo.
Mi chiedo pertanto, dottor Chiesa, quale sia la reale efficacia di una denuncia dell' operato di Bush e dei neocon che incorpori anche ipotesi di "autoattentato", con le più varie sfumature, più o meno discusse/smentite in questi anni. Anche perchè, sempre nella introduzione a Zero, Lei ha definito una "imbecillità" l' idea che gli americani se lo siano fatto da soli.
Di fronte a ciò, anche il più incallito dei "complottisti" rimane spiazzato: "Tarpley parla di un quasi colpo di stato, Meyssan pure, Griffin non ne parliamo, ma io sarei imbecille se pensassi ad un autoattentato?".

In breve, la domanda da comunissimo cittadino che vorrei farle è questa: qual' è l' obbiettivo di quel che qualcuno definisce "l' operazione Zero"? A quale livello cerca di contrastare la criminosa politica estera di Bush (e anche quella interna, considerate le forti limitazioni alle libertà personali, denunciate anche in America da giornalisti come Olbermann)?

Lei afferma che questa ricerca sia una specie di diga che cerca di contrapporsi alla guerra infinita. Aspetto una sua cortese risposta che chiarisca i dubbi che le ho espresso, perchè tutti possiamo constatare che ad ogni goccia che tale diga non riesce a contenere, corrisponde un qualche centinaio di civili morti in Iraq.

Conscio del fatto che stando con le mani in mano non si potrà nemmeno sperare in un qualche miglioramento nello stato delle cose, la saluto augurandole buon proseguimento,
(firma)


Risposta di Giulietto Chiesa:


Gentile Bifidus,
la sua lettera è lunga e la mia risposta sarà più breve, ma non riduttiva.
Per punti. Io penso che chi controlla l'informazione non bada troppo ai
debunkers ma si occupa dei grandi media, delle televisioni prima di tutto.
I debunkers che affollano il web (pur essendo minoranza) sono secondari e
di molto. In qualche caso veri e propri provocatori e guastatori, in altri
casi persone in buona fede, spesso digiuni di politica e, per questa
ragione, interamente sdraiati sulle dispute di dettaglio. Appunto gente che
vede l'albero ma non la foresta. Ma non sono interessanti, perchè sono
marginali, cioè non agiscono sulle idee dei milioni di persone che, invece,
devono essere portati a credere a tesi che vengono per loro preconfezionate
e poi ossessivamente ripetute dalla GSFM, la Grande Fabbrica dei Sogni e
delle Menzogne. Ma è un discorso lungo che esula dalle cose che lei ha
proposto di discutere. Se avrà la pazienza di seguire il sito
www.megachip.info vedrà comunque che è da qui che sono partito.
Comunque debunker non è un insulto, tant'è vero che gli stessi debunkers
usano questo termine per autodefinirsi. E vadano pure avanti con i loro
sforzi. Aggiungo che, se e dove essi raggiungeranno risultati
chiarificatori io sarò il primo a esserne lieto, essendo uno che pone
domande, e non si vede perchè uno che pone domande dovrebbe essere
dispiaciuto se riceve delle risposte.
Secondo: lei dice, giustamente, che io guardo all'insieme. Esatto, io
faccio un ragionamento composto da molti elementi. E' un ragionamento
complesso. A me pare che spieghi molte cose, cioè che sia un discreto
modello interpretativo. Se qualcuno ne avanza di migliori sarò lieto di
esaminarli. Ovvio che, mentre organizzo un libro collettivo, io cerchi di
avere esperti in diverse discipline, che mi consentano di restituire al
lettore la complessità del problema. Lei se la prende con Griffin che,
poverino, è un innocente filosofo, scambiandolo con Steven Jones, che è
invece un fisico
e che ha fatto esperimenti con la termite. Lei sostiene
che la termite non è un esplosivo, ma essendo lei un musicista mi permetta
di pensare che la spiegazione di Jones sia più attendibile. Tanto più che
lei potrà vedere nel film "Zero" una sua precisissima testimonianza,
corredata di immagini, insieme a quella di altri esperti, tra cui
professori italiani, che concordano con la sua ipotesi di lavoro. Si
sbagliano tutti? Forse, chissà, ma a me paiono molto attendibili.
Terzo: io penso che a realizzare l'11 settembre siano state diverse
centinaia di persone. Il problema è che in queste operazioni molti, anzi la
grande maggioranza, dei partecipanti non sanno che stanno prendendo parte a
un'operazione complessa. Solo in pochi conoscono tutto il meccanismo.
George Tenet, allora capo della Cia, disse che "solo quattro o cinque
persone conoscevano il piano". Involontariamente ci comunicò che nemmeno
tutti i diciannove terroristi kamikaze sapevano dove sarebbero andati a
finire e come. Non le sembra interessante? A me sì.
Lei cita alcune righe del sito www.megachip.info dove si parla di piccoli
incendi nell'edificio 7. Righe scritte oltre due anni fa. Nel frattempo
sono emersi fatti nuovi, che allora non si conoscevano. Non li conosceva
nemmeno chi li ha scoperti recentemente. Altri emergeranno, cammin facendo,
e saranno utili a completare la descrizione della situazione. Io non sono
andato a cancellare quelle righe, perchè sono onesto con me e con gli
altri. Adesso ci sono testimonianze e verifiche convincenti sul fatto che
l'edificio era stato lesionato? Bene, anzi molto bene. Resta ancora da
chiarire come mai sotto l'edificio numero 7 del World Trade Center è stata
trovata una grande pozza di metallo fuso esattamente come sotto ciascuna
delle Twin Towers. Secondo quello che so un palazzo che crolla, di acciaio,
non produce pozze di metallo fuso che restano roventi per diverse
settimane. Aspettiamo la scoperta di una spiegazione, ma anche questo è un
dettaglio che non modifica la complessità del "quadro". Se avrà la pazienza
di leggere non solo la mia introduzione ma anche i diversi contributi del
volume, vedrà che il "quadro" della falsificazione è assai ampio e non
facilmente modificabile dal mutare di questo o quel dettaglio.
E, prima di giungere al punto più curioso della sua lettera, mi permetta di
dirle che non è affatto vero che ognuna delle affermazioni
dei "cospirazionisti" (di regola ci si affibbia il termine di complottisti)
è stata puntualmente smentita dai debunkers. Intanto con una piccola
osservazione: le risposte io le chiedo a chi ha falsificato la storia
dell'11 settembre, non ai poveretti che cercano adesso, con raro impegno,
di mettere le toppe. Per esempio vorrei che fossero resi visibili i nastri
delle decine di telecamere che stavano attorno al Pentagono e che furono
tutti sequestrati. Perchè non ce li fanno vedere? Se i debunkers volessero
completare il quadro dovrebbero chiederlo anche loro, non le pare? E la
stessa domanda io la rivolgerei a tutti i direttori, e capi redattori dei
più importanti giornali e telegiornali italiani. Come mai non hanno chiesto
niente e bevuto tutto?
Io, infine, prima della curiosità, ho definito imbecillità la frase secondo
cui "gli americani" se lo sarebbero fatto da soli. Perchè contiene un
inganno semantico: non sono "gli americani" a essersi fatto da soli
l'autoattentato. "Gli americani" sono le vittime, e questa frase è un
insulto contro di loro. Io so che non sono stati "gli americani", ma un
gruppo criminale, dentro cui c'erano anche dei cittadini con passaporto
statunitense. Ecco dove sta l'imbecillità: nel cadere in queste
trappole "screditanti". Le parole sono armi da usare con cautela, perchè ci
si può fare male. Io penso, come Tarpley, e come Griffin, che si sia
trattato di un vero e proprio colpo di stato, ma non lo posso dimostrare e
quindi mi limito a dimostrare dove coloro che hanno tenuto bordone hanno
mentito.
Curioso che lei mi chieda qual'è l'obiettivo dell'"operazione Zero". Come
se fosse un segreto. Non è un segreto. Vuol dire che lei non ha letto fino
in fondo cosa ho scritto. Voglio la verità perchè ritengo che noi potremo
fermare (contribuire a fermare) la guerra infinita che l'11 settembre ha
scatenato solo smascherando coloro che l'hanno innescata. E' una forma di
autodifesa. Sarà efficace? Non so. So soltanto che, avendo raccolto molti
indizi e prove, che rivelano il pericolo che corriamo, mi considererei un
quaqquaraqquà se non facessi quanto è in mio potere per farlo sapere a
quanta più gente è possibile. Non ho altre armi che la verità, o quella che
io ritengo essere la verità. E, per questa ragione trovo davvero curioso
(per non dire di peggio) che lei insinui che ogni goccia che passerà
attraverso la piccolissima barriera che io e i miei amici abbiamo cercato
di costruire ci saranno centinaia di morti iracheni. Quasi che lei volesse
dire (e non dire) che è colpa nostra se non riusciremo a fermare quella
mostruosa guerra? Quasi che quei morti fossero sulla nostra, sulla mia
coscienza. Mi dispiace davvero che lei dimostri tanta mancanza di
correttezza polemica. Quella che lei insinua è un'accusa non solo
infamante, ma del tutto priva di punti di sostegno. Perfino contro il buon
senso. Non siamo noi, che cerchiamo di fare il nostro dovere civico, contro
gli assassini e i bugiardi, a doverci accollare questa responsabilità. Se
avessimo taciuto i morti sarebbe stati comunque tanti; non meno, ma di più.
E se tacessimo, condividendo, o semplicemente scrollando le spalle, altre
guerre potrebbero più facilmente cominciare. Come temo accadrà.
Ci pensi bene.
Giulietto Chiesa

______________________________________________________________

Nota finale:

con ogni probabilità, il dottor Chiesa pubblicherà la presente corrispondenza sul suo sito, con il seguente titolo da lui scelto: "Le gocce e il sangue".
______________________________________________________________

Infatti. Ovviamente, idem su Megachip.

__________________________________________________

venerdì 31 agosto 2007

L’ Introduzione

"Come è stato detto autorevolmente, la verità sull'11 settembre non la conosceremo mai: non nei prossimi cento anni almeno."

Senza meglio specificare a quale autorità appartenga questo pessimismo (che potrebbe anche non essere del tutto ingiustificato), nell' introduzione al libro Zero, Giulietto Chiesa ne deduce che l' affermazione in sé contiene l' ipotesi che con la versione ufficiale sull' 11/9 non ci è stata detta la verità.

Questa stessa premessa potrebbe però essere interpretata anche diversamente: "Il libro che vi apprestate a leggere ha poco da spartire con la Verità che scopriranno, se tutto va bene, i vostri nipoti quando diventeranno a loro volta nonni. Ma noi non potevamo di certo aspettare un secolo per la pubblicazione. E, nel dubbio, abbiamo sparato a Zero!"

Per evitare che qualcuno possa scoraggiarsi di fronte al sovrumano lasso di tempo proposto, Chiesa cerca di spiegarci il motivo per cui anche ai giorni nostri la ricerca è fondamentale:

"…per il solo fatto di esistere, si pone come barriera alla prosecuzione della guerra infinita che è cominciata l'11 settembre e che non accenna a terminare e, anzi, continuamente minaccia di estendersi e di incendiare il mondo."

Interessante: ora capisco perché la guerra all' Iran è imminente da qualche anno. Siccome qualcuno continua a spifferare la data dell' attacco nei siti di controinformazione, a Washington sono costretti a posticiparlo. Qualcosa però deve essere andato storto con l' Iraq. Nonostante la moltitudine di ricercatori, la guerra c' è stata ugualmente. E anzi: continua tutt' ora. Ho come il sospetto che questa ricerca non sia poi tanto efficiente come barriera alla prosecuzione della guerra infinita.

Ma non voglio sottilizzare troppo. Anche perché Giulietto mi è simpatico. E dice anche cose con cui concordo pienamente. Chiede, ad esempio, una commissione di inchiesta internazionale, composta da "saggi, al di sopra di ogni sospetto, di ogni vincolo, di ogni affiliazione, di ogni interesse", per fare luce sui misteri dell' 11/9. Si rende perfettamente conto che l' idea stessa è pura utopia, ma nessuno può impedirci di sognare un mondo migliore! Per cui, voto anche io SI' al giurì internazionale. Si potrebbe finalmente sgomberare il campo dalle tante idiozie sentite in questi anni, e tutti i professori universitari, giornalisti autoproclamati e ingegneri fatti in casa potrebbero tornare ad occuparsi delle proprie materie di competenza. Oppure in miniera, nel caso non ne disponessero di alcuna. A proposito, vorrei segnalare un candidato che, da quel che mi risulta, sarebbe perfetto: Bazant. (Vorrei segnalare, sempre a proposito, la signorilità con cui Chiesa si è precluso la possibilità di partecipare a questa ipotetica commissione. E non perché lui sia il sosia di Stalin più perfetto che si sia mai visto - e Stalin che urla "non sono antiamericano" potrebbe essere una barzelletta per qualcuno -, piuttosto perché sono le sue frequentazioni politiche ad essere, diciamo così, non esattamente "al di sopra di ogni sospetto")

Giulietto però, uomo di sostanza, torna subito con i piedi per terra:

"…appaiono davvero ben ridicoli e miseri tutti i tentativi di razionalizzare quell'evento basandosi sul senso comune, o di racchiudere l'evento all'interno della sequela dei particolari tecnici, dei dettagli, che è poi il modo migliore per renderlo incomprensibile, perché lo decontestualizza, perché il mare di particolari impedisce di guardare l'insieme, perché è il vecchio vizio di concentrarsi sull'albero per non vedere la foresta."

Guardare l' insieme… guardare l' insieme… Questa esortazione non mi è nuova. (Brrr…) E a mio parere rappresenta il nocciolo di questa introduzione. Equivale a dire: "Le torri del WTC sono state demolite. La guerra al terrorismo che ne è conseguita ce lo dimostra incontrovertibilmente. E chiunque osi obbiettare qualcosa è un gatekeeper. Un Chomsky! O un debunker, di quelli che cercano il pelo nell' uovo, ignorando l' uovo! ".

Viene qui in soccorso dei debunker la saggezza popolare, secondo la quale "tira di più un pelo, di un carro di uova" e pertanto non posso essere pienamente d' accordo con una impostazione del genere, ma almeno Chiesa dice subito da chi guardarsi le spalle e parla chiaro!

Anche se non sempre:

"«Ma lei sta sostenendo che gli americani se lo sono fatto da soli?».
Naturalmente nessuno degli autori qui presenti sostiene una tale imbecillità…
"

Khm… Riassumendo: non è stato Bin Laden. La versione ufficiale è una colossale bugia. Il contesto indica che tutto è stato preordinato. Ma sostenere che "gli americani se lo sono fatto da soli" è una imbecillità!!!

Chi è stato allora e perché? Il mistero si infittisce. Certo, dovrei leggere il resto del libro, nel quale forse è stato risolto e Chiesa ovviamente non ha voluto svelarne il finale. D' altra parte questa era solo l' introduzione.

Falsi allarmi

Il rientro dalle ferie d' agosto è un momento traumatico per tutti quelli che sono nella spiacevole situazione di dover far fronte alle quotidiane necessità passando gran parte del restante dell' anno in una qualche specie di miniera con la piccozza in mano. Motivo per cui non mi meraviglia particolarmente lo straordinario concentrarsi di allarmi che hanno caratterizzato questi ultimi giorni dei miei siti preferiti.

Il primo di questi ad avermi particolarmente angosciato è stato Noble Resolve 2, anche perché annunciava un disastro che si sarebbe verificato entro tempi brevissimi. Non risulta che sia successo alcunché di preoccupante durante l' esercitazione, ma da allora si è assistito a un fitto susseguirsi di avvisi.

A futura memoria, vorrei qui raccogliere in un elenco gli allarmi che il controinformato si ritrova ad affrontare, sperando che si rivelino tutti falsi nel tempo.

Naturalmente il post sarà debitamente aggiornato in futuro.


20/08/07 Noble Resolve 2 (falso allarme)

28/08/07 Crack finanziario entro il 21 settembre (falso allarme)

29/08/07 Enorme attentato verso la fine del 2007

30/08/07 Evento terroristico nelle prossime settimane/mesi

03/09/07 Incenerimento dell' Iran: dopo il 03/09/07, o dopo il 01/09/08


giovedì 23 agosto 2007

Hey-ho, hey-ho

... andiam a lavorar.



Mazzucco dovrebbe essere il secondo da destra, mentre dice: "...devo andare in miniera a lavorare, e non ho più il tempo di scrivere articoli seri."

Quando invece di tempo ne aveva in abbondanza...

Lasciamo stare, non rivanghiamo il passato. Ma non disperino i controinformati: nonostante la tanto odiata selezione darwiniana sia in perenne agguato, Blondet c' è ancora , fresco di ferie, e da qualche tempo anche il sito comedonchisciotte ha sapientemente variegato la propria offerta di informazione. Ci sarà di che nutrirsi quindi. Almeno per i prossimi dieci, massimo quindici anni...

Non c’ era fretta

Blondet è tornato. Dal Sud Italia. Con un articolo dal titolo rassicurante: "Non c'è fretta". Suppongo che nell' arretrato meridione ci sia andato per godersi un po' di meritata vacanza. E' tornato, senza fretta, lamentando l' impossibilità di comunicare da un posto in cui "agisce una brutale inciviltà, che peggiora incurabilmente". Mi ricorda un po' quei civilissimi tedeschi che dopo essersi goduti un po' di Italia, la raccontano focalizzando l' attenzione su "pizzaspaghettimafia".

E' tornato, senza fretta, dicevo, e visto l' articolo: che fretta c' era? Dice: "Tutto il peggio è già avvenuto." (Fosse tornato prima, forse si sarebbe potuto limitare i danni...)

Nei giorni che hanno segnato il pesante calo delle borse, con un orecchio costantemente sintonizzato su Radio 24, per la prima volta ho aspettato e sperato con tutto il cuore che Blondet si facesse vivo al più presto! Forte delle precedenti esperienze con lo zio, sarebbe bastato uno qualsiasi dei suoi soliti "Moriremo tutti!" per tranquillizzarmi. Invece nulla. Il silenzio è stato più allarmante di qualunque sua previsione. "Che abbia prelevato tutti i suoi risparmi e si sia rifugiato in un bunkerantirecessione?" – speculavo.

In sua assenza, anche gli altri di Effedieffe hanno letteralmente perso la testa. L' altro giorno, leggevo in un articolo sul Reiki: "Se si vuole la guarigione totale di tutto quel che si è (corpo, anima e spirito), si deve riconoscere in primo luogo la sovranità infinita di Dio (dell'unico Dio, dell'unica Chiesa), la debolezza e la miseria della propria condizione e la potenza infinita guaritrice dell'unico Signore e Salvatore, Gesù Cristo, nel cui nome ogni ginocchio si piega e si piegherà in eterno." Non so quanti lettori concorderanno con la mia lettura, ma secondo me, dietro a queste frasi celestiali si cela anche una velata minaccia. Nel dubbio le ho riportate, esclusivamente per il vostro bene. Per quanto mi riguarda infatti, ho già pagato 2 anni fa, a causa di un ginocchio evidentemente non sufficientemente flessibile, con una dolorosissima rottura dei legamenti.

De Fina invece, in questi giorni ha scoperto che, a lungo andare, le troppe sparate possono ripercuotersi anche sul portafoglio. Effedieffe è stata esclusa dal consueto Meeting di Comunione e Liberazione che si tiene a Rimini, per cui lì non può vendere più i propri libri. "La ragione dell'esclusione è del tutto politico-ideologica; Blondet, nostro autore di punta, è incompatibile con la linea di totale asservimento da parte di Comunione e Liberazione ai guerrafondai usraeliani." Il signor De Fina, se proprio non vuole guardare in faccia la realtà, invece di elencare il popò di incontri che il popolo di CL dovrà "sorbirsi" quest' anno, provi a consolarsi in questo modo: i ciellini già ospitano regolarmente Andreotti e Berlusconi, continuare a tenersi pure Blondet per loro significherebbe la fine. Mors tua vita mea.

Ma mentre così si disperavano su effedieffe, la controinformazione si è rimboccata le maniche: certe cose sul crack finanziario qualcuno le doveva pur dire. Il primo a sbottonarsi è stato Benetazzo, con un ghignante articolo che sintetizzerei così: "Ve l' avevo detto, Io!". (Ma se è per questo, aveva anche detto che in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni, sarebbe emigrato.) Poi è arrivato Giulietto Chiesa. Del suo articolo, lo ammetto, ho capito pochino, anche perché in quei giorni ero assillato da una domanda: "Quanto tempo mi rimane?". Di tutto il resto, spero lo capirete, non mi interessava un granché. L' oracolo Giulietto mi ha risposto: "Le classi politiche arriveranno a capire quello che ci sta arrivando addosso nel prossimi quindici anni: cioè quando ci sarà arrivato addosso." Ah beh, ma allora! Alla faccia di quel corvaccio di Blondet, che mi dice sempre domani, o al massimo dopodomani (ma li mors tua!)… 10-15 anni non sono poi così pochi! Mi sono un po' rasserenato sentendo questa buona notizia, mentre invece Chiesa si mostrava preoccupato: "Già mi pare di vedere molti lettori storcere il naso: ma questo è catastrofismo!" No, io no! Anzi… (Catastrofismo è Noble Resolve 2. Questo, a confronto, è quasi l' augurio di una lunga vita serena!)

Ed ecco che oggi torna invece lo zio Maurizio, più abbronzato che mai, ma sempre con qualche sassolino da togliersi dalle scarpe (questa volta quella di qualche spiaggia del Sud, come abbiamo visto). Poi ci racconta che moriremo tutti… bla bla bla… come nel '29… bla bla bla. Niente di nuovo insomma. No, un momento… come è quella frase prima del '29? "Questa crisi è tra noi e ci resterà per dieci, quindici anni…" Accipicchia! E' tornato quando il "peggio è già avvenuto", per ripetere la solita solfa e fare uno shakerato con le valutazioni di Chiesa, secondo il quale la crisi arriva tra 10-15 anni, mentre per lui è già qui e non se ne andrà prima di 10-15 anni.

Il controinformato non sa proprio più a chi credere. Ecco perché, zio Maurizio, forse stava meglio prima che tu tornassi. Per riportare il solito casino… davvero non c' era fretta alcuna.

USA-FREE: NEL CASO TU TORNASSI, 'N TE SPUTO, CHE T'AMPROFUMO! :D

venerdì 17 agosto 2007

Il Gatekeeper

La missione principale della controinformazione è quella di strappare le masse al letargo indotto da anni (o secoli, come qualcuno sostiene) di sistematica disinformazione ad opera delle elite. In questa quotidiana battaglia per il controllo della mente umana (scusate in queste parole l'eco di Icke , che pure di menti ne ha inquinate parecchie), uno dei compiti più difficili è quello di contrastare i famigerati "gatekeeper", guardiani della soglia, che anche quando non sono imputabili di evidente malafede, sono attivissimi nel distrarre le masse dalla realtà ispirati dal rossiniano "can che dorme non dà molestia", garantendo così il perdurare della Matrice cui l' umanità è tristemente ancorata.

Luogocomune si è distinto nel panorama di questa lotta impari, mietendo talvolta vittime illustri tra le file del Nemico disinformatore, smascherando anche i gatekeeper più pericolosi: quelli che non sanno di esserlo. E' passato alla storia in questo senso il clamoroso colpaccio di Mazzucco con cui inchiodava, in un sol colpo, gli insospettabili Noam Chomsky e Marco Travaglio, parimente rei di non riconoscere sufficiente attendibilità alle teorie cospirazioniste sull' 11/9.

Ma nel salotto di Mazzucco, tra i numerosi trofei di guerra, possiamo ammirare appeso anche il testone di Beppe Grillo, impagliato poco più di un anno fa, nonostante il suo blog sia per molti una delle ultime roccaforti della libera informazione italiana. Leggiamo nel suo epitaffio (i grassetti sono miei): "Se sei il "guru della gente", e se il tuo successo è basato sul tuo ruolo - riconosciuto da tutti, e che tu stesso coltivi - di "giustiziere sociale", di "uomo della verità", di "quello che in RAI non lo vogliono perchè è scomodo", come puoi permetterti il lusso di ignorare un fatto come quello dell'undici settembre, dove palesemente la bugia su cui è costruito sta anche alla radice di almeno metà dei nostri malesseri quotidiani? […] C'è anche un altro aspetto, ancora più inquietante, in tutta questa faccenda: nel momento in cui attrai così tanta gente ovunque tu vada, e la mandi "in estasi" perchè magari hai fatto bloccare la costruzione dell'inceneritore locale (anche se questo significa che lo faranno comunque, ma nel paese accanto), ma eviti nel frattempo i veri argomenti di fondo - undici settembre, questioni monetarie, scie chimiche, tanto per dirne alcuni - non svolgi in realtà la funzione di "parafulmine", diventando quindi, paradossalmente, utilissimo al sistema stesso che vorresti combattere?"

E poi lascia che sia un ex ammiratore del genovese (convertitosi al mazzucchesimo) a completare l' opera con una lettera che lui prontamente pubblica: "il mio pensiero é che anche tra i controinformatori, ci sia qualche burattino inviato e, probabilmente stipendiato dai poteri che contano, per rastrellare e reindirizzare le pecorelle smarrite, dal gregge diretto al mattatoio…. o quantomeno distrarle fino al momento della mattanza."

Il giudizio è dunque inappellabile: Grillo è un gatekeeper, un parafulmine o, se preferite, un burattino inviato. A mio parere c' è un po' di irriconoscenza in queste parole (forse un giorno tornerò sul perchè), ma come non capire la frustrazione di Mazzucco? Guardate ad esempio oggi il blog di Grillo: le borse crollano più veloci delle Torri Gemelle, Berlusconi si compra qualche Senatore e, non pago, vuole comprare pure il simbolo della DC, gli ubriachi al volante continuano a mietere vittime, la gente si fa incantare dal sole (che nei paesi del sud Europa è il gatekeeper più micidiale) e va in spiaggia ad arrostirsi il c..o, beatamente ignara del fatto che "moriremo tutti!", e lui cosa fa? Fa pubblicità al Pinguino a 8 marce, aggiungendo che "Il maschio è superfluo, non sempre funziona, bisogna fingere per dargli qualche soddisfazione." (D'accordo che "ognuno parla sempre di se stesso", ma Grillo esagera!)

Qualcuno potrebbe a questo punto obiettare che il giudizio di Mazzucco che ora ho riportato è solo l' eco di un lontano passato, e che nel frattempo il comico si è guadagnato in qualche modo la riabilitazione su LC, visto che oggi nella homepage è apparso il banner che rimanda al suo Vàafatenchilà-day! Tutto può essere naturalmente, ma se qualcosa è davvero successo, deve essere stato negli ultimi 10 giorni, e di gran nascosto, perché il 7 agosto anno domini 2007 il Magnifico Mazzucco, dando prova di inusitata coerenza, era ancora su posizioni non molto distanti da quelle prese un anno fa: "L' esito del V-day a mio parere sta scritto nella formula stessa in cui si propone: nasce dal web, ma ritorna alla strada per manifestarsi. Un pò come prendere l'aereo per fare in tempo a imbarcarsi su un traghetto.
(Anch'io penso che non ci saranno manganelli: l'occasione di trasformare Grillo in un gatekeeper inconsapevole è troppo ghiotta)."


Non è dato sapere quale sia il calcolo che l' ha portato infine ad accodarsi ai sostenitori del gatekeeper più popolare del web (che ha pure l' aggravante di essere inconsapevole, nel senso che nemmeno lui sa in realtà quel che dice e fa), e né voglio fare particolari speculazioni in merito, anche se confesso che la prima cosa che avevo pensato è stato qualcosa di simile a: "Troppa coerenza nuoce gravemente… anche al numero di nuovi iscritti". E mi è tornato in mente anche un commento ironico di MM, riportato tra i murales di questo blog da un lettore altrettanto ironico, in cui diceva: "non sai la fatica che faccio, ogni volta, a scrivere quello in cui non credo".

Nel dubbio, non mi resta che esporre il simbolo più trendy del momento. Un po' come fanno quei poveretti senza Dio, che però hanno ugualmente un qualche santino stropicciato nel portafoglio: "io non ci credo, ma non si sa mai".

(Mi limito al facsimile, visto che io non ci sarò)

giovedì 9 agosto 2007

I Manipolatori

Sin troppo facile fino all' altro ieri la vita di certi San Tommaso: bastava la formuletta magica "finchè non vedo non credo" e il più era fatto. Da quando invece la tecnologia digitale ha avuto il sopravvento le cose non vanno più così. Qualunque immagine propostaci dai media è infatti a rischio di "manipolazione digitale". Loro possono farci vedere qualunque cosa vogliano oppure, se così preferiscono, anche farcela sparire. E' chiaro che, stando così le cose, "vedere per credere" non è più sufficiente, mentre rimane sempre attuale invece il "credere per vedere".

In tutta onestà, visti i numerosi precedenti di disinformazione ad opera della "controinformazione", non saprei dire quale sia stato lo spirito con cui sono andato a verificare il contenuto dell' ultimo articolo pubblicato da comedonchisciotte, ma sta di fatto che, ancora una volta, ho potuto vedere chiaramente che le cose non sono esattamente come ce le raccontano. Nel "Manipolati digitalmente i video di Al-Qaeda" infatti si narra del come e del perché dell' ultimo "smoking gun" (che il traduttore ha reso in italiano con "il punto cruciale", preferendolo al ben più efficace "prova incontrovertibile" reso famoso da Mazzucco): i video rilasciati da Al-Qaeda sono manipolati, se non addirittura prodotti da Intelcenter, una agenzia legata al Pentagono e a Rumsfeld. L' ha denunciato, "senza volerlo", un certo Neal Krawetz, che tramite l' utilizzo di un software da lui stesso creato e distribuito, ha fatto notare che il logo della presunta "casa di produzione" di Al-Qaeda (As-Sahab) e la scritta Intelcenter sono stati aggiunti contemporaneamente a un video del 2006 che vede protagonista il terrorista Al-Zawahiri. Il che, stando al sito prisonplanet, dimostrerebbe: "… o che INTELCENTER, con i suoi stretti legami al governo USA e alle operazioni psicologiche, ha terroristi in busta paga o che la stessa INTELCENTER ha manipolato e direttamente rilasciato i materiali di propaganda di Al Qaeda."

Fonte della notizia è il blog wired, in un post datato 2 agosto. Il lettore di comedonchisciotte che avrà oggi la curiosità e la pazienza per andarla a verificare, si troverà una bella sorpresa: al titolo del post è stato aggiunto un bel "UPDATED"! E l' aggiornamento è di quelli sostanziosi, perché il signor Krawetz si è nel frattempo rimangiato tutto, scusandosi per l' errore e per la confusione generata.

A questo punto gli esperti potranno liberamente scannarsi tra di loro per decidere se ciò che inizialmente Krawetz aveva affermato avesse o meno una qualche valenza di prova, ma sta di fatto che la controinformazione nostrana ha pubblicato senza indugi una "notizia" i cui contorni son lievemente mutati dal giorno della sua prima comparsa nei siti americani. Comedonchisciotte ha tradotto e diffuso un articolo basato su una cosa fatta notare "senza volerlo", ma ha beatamente ignorato la successiva smentita che si suppone invece sia stata voluta.

Certamente si potrà anche ipotizzare che Krawetz abbia ricevuto minacce di morte che lo hanno indotto a fare marcia indietro, ma questa è una altra storia e lascio volentieri il compito di raccontarla a coloro che si scagliano contro i "manipolatori digitali", mentre a loro volta manipolano amabilmente quel che gli è possibile, tacendo e distorcendo i fatti a piacimento.

venerdì 20 luglio 2007

La Censura


Nel precedente post segnalavo un incontro radiofonico tra Attivissimo e Grillo, il cui ascolto si è rivelato interessante anche a distanza di tempo dall' avvenimento. La prima domanda posta dalla conduttrice al "cacciatore di bufale" è la seguente:

"Perché secondo te Il Blog di Beppe Grillo ha tanto successo e che effetto suscita, che potere esercita?"

Attivissimo: "Beh, chiaramente uno degli ingredienti del suo successo è… deriva dalla sua popolarità nei media tradizionali e anche, in un certo senso, dall'… dall' oscuramento che i media tradizionali hanno fatto per la sua attività. Da quando ci fu quella famosa battuta fatta alla Rai, tempo addietro, Grillo è stato praticamente eliminato dalla scena televisiva. E questo ne crea in un certo senso una specie di antieroe e questo chiaramente poi si trasferisce sul… sulla cultura internet, e quindi diventa interessante avere finalmente la possibilità di comunicare con una persona che è stata ostracizzata così a lungo."

Ovvero: Grillo è sicuramente bravo, bello e simpatico, ma anche l' alone di "antieroe censurato" alimenta l' interesse del pubblico nei suoi confronti.

Conduttrice: "Quindi il web è il luogo di libertà dove Beppe Grillo si può esprimere e dove può anche comunque trovare molto consenso?"

La risposta di Attivissimo è in sostanza affermativa, anche perchè è indiscutibile che Grillo raccolga enorme consenso con il suo blog. Vorrei però ricordare qualche post proprio del blog di Grillo, dai quali si evince che la censura in realtà non ha mai smesso di perseguitarlo. Ma dove non arrivava quella reale, ci ha messo un po' di suo, perché il "frutto proibito" si dice sia quello più dolce di tutti e va a ruba. Poco importa se per qualcuno si rivela in realtà asprigno: è proibito, e fino a quando lo sarà, qualcun altro continuerà sempre a dire che è il più dolce. E Grillo conosce benissimo il meccanismo.

Nella sua postfazione al libro "Regime" di Travaglio-Gomez, ripercorreva così la nascita del "Grillo eroe" dell' immaginario popolare, che è coincisa con la prima censura subita da Craxi:

"All'inizio credevo anch'io che fosse uno statista. Poi capii che era un ometto. Me ne accorsi quando, con mio grande stupore, lo sentii - lui, il presidente del Consiglio - pronunciare il nome di un comico genovese: il mio. «Chi si crede di essere Grillo?», disse. Solo un ometto poteva scomodarsi per me, abbassarsi a tanto. Fosse stato intelligente, avrebbe detto: «C'è un birichino di Genova che mi prende in giro, ma io mi diverto moltissimo». E mi avrebbe ucciso per sempre. Rovinato. Invece fece di me un eroe, un martire. Da quel giorno non ebbi più fans, ma parenti. Fratelli."

Non tutti i mali vengono per nuocere, insomma. La censura lo ha reso "eroe". Essere un "censurato" è cosa bella e nobile e solo un ometto può vedervi un reietto…, perchè tanta censura, tanto onore. Vediamolo:

Acqua e censura, novembre 2005. Alla notte bianca di Napoli, c' era talmente tanta gente da bloccare le uscite della metropolitana e lo spettacolo è stato interrotto a metà, per ragioni di ordine pubblico. Uno scandalo! Il genovese infatti non ha fatto in tempo a parlare della privatizzazione dell' acqua. Quindi: censurato lui e censurata l' acqua! Spero che abbia almeno imparato la lezione: quando hai qualcosa di importante da dire, dilla subito, perché non si sa mai. La censura è in perenne agguato.

Goolag. Ad anni dalla scomparsa di Craxi, la Cina continua a non porta bene a Grillo. Nel febbraio 2006 infatti si è accorto che il suo bel faccione non è più visibile ai cinesi attraverso la funzione di ricerca delle immagini di Google. Chissà: se le donzelle di quelle remote regioni potessero vederlo, magari lo erigerebbero a sex symbol (assolutamente da vedere la copertina di Internazionale!), soppiantando così i già rari fustoni con gli occhi a mandorla. Ma si sa: i cinesi la concorrenza sono abituati a farla, non a subirla. Ecco il perché della censura.

Non posso, non devo, non voglio… Nel titolo di questo post del marzo 2006, Grillo oppone una vana resistenza ...a se stesso: non potrebbe, non dovrebbe e nemmeno vorrebbe, ma alla fine cede e riparla di censura. A sproposito. Gli era giunta infatti qualche segnalazione dai dipendenti dell' Eni, che non riuscivano più a collegarsi al suo Blog dal posto di lavoro. Poi però nella smentita si scopre che in realtà l' Eni aveva bloccato l' accesso a tutti i siti non attinenti alle attività lavorative dei propri dipendenti. Non erano perciò accessibili ad esempio i siti pornografici, quelli di giochi d' azzardo e la blogosfera in generale. E immagino: nemmeno le copertine di Internazionale.

Come abbiamo visto, Grillo ha imparato sulla propria pelle che l' interruttore della "censura" spegne sì qualche riflettore, ma accende nel contempo tante lampadine. Ecco perchè, nonostante sul suo blog non corra rischio di essere censurato, ora gioca da maestro con gli impulsi elettrici dei suoi lettori. Fratelli e compiacenti.

mercoledì 18 luglio 2007

L’ importante è crederci

Qualche giorno fa mi è stato segnalato un confronto radiofonico tra Paolo Attivissimo e Beppe Grillo, in una trasmissione che aveva come tema : "Vi fidate di Beppe Grillo?". Tempo e (soprattutto) voglia permettendo, lo riascolterò con attenzione, perché mi è parso ricco di spunti interessanti. Per il momento mi limito a sottolinearne gli ultimissimi minuti.

Grillo: "Noi adesso stiamo difendendo un ragazzo per una causa, perché ci siamo rotti i coglioni che chi scrive sul mio blog possa essere denunciato quindi perché ha scritto una cosa vera… per intimidazione… allora queste persone qua vengono difese dal blog d' ufficio. Abbiamo 3 o 4 avvocati pagati da noi… Benissimo. c' è un ragazzo che ha messo a disposizione il suo sito per vedere una partita di calcio in Cina. Partita di calcio del campionato italiano sotto vincolo Sky, lo si vedeva attraverso il suo … lui aveva linkato questo link cinese e attraverso il suo sito vedevi una partita di calcio. Bene…Sky, Sky una multinazionale americana, australiana americana, viene in Italia, denuncia uno che lavora in un supermercato che guadagna 1200 euro al mese, un ragazzo, … vede c'ha 27 anni… bene, lo denuncia per milioni di euro, gli fa una causa civile, gli fa una causa penale e rischia qualche anno di galera, gli sequestrano il computer e questo passava sotto silenzio. Bene…lo stiamo difendendo, adesso stiamo quasi per vincere la causa, perché e andrà… deve uscire questa cosa qui… che una multinazionale debba… debba bloccare… questo che non guadagnava assolutamente, cioè metteva a disposizione il su.. un link, per vedere una partita."

Khm.

Penso che le vicende narrate siano comprensibili, nonostante qualche mia difficoltà a rendere la punteggiatura del discorso di Grillo e qualche difficoltà di Grillo stesso nell' esporre con una certa linearità. Ed è tutto molto bello. Quasi commovente! Grillo paga di tasca propria (o almeno, suppongo, visto che il plurale che usa è equivocabile) un tot di avvocati (sembra non sappia quanti siano di preciso), per difendere un poverello, che non potrebbe altrimenti misurarsi con lo strapotere di una multinazionale. E si sbatte, perché questa cosa "deve uscire"!

Ma cos'è che "deve uscire"? Il fatto che i responsabili di "Coolstreaming" e "calciolibero" sono stati querelati da Sky? Già uscito. Sul web ha destato parecchio clamore la notizia. Non è affatto passata "sotto silenzio". Stesso dicasi per i quotidiani. Vedere il Corriere, o la Repubblica dell' epoca.

Una cosa che non ha avuto il dovuto risalto c' è stata invece: Grillo in persona si è impegnato col suo team di avvocati per difendere uno dei malcapitati. Approfitto allora del mio piccolo spazio per spargere la voce: Grillo è un benefattore, un sant'uomo. Un guru. E certe cose è bene che si sappiano!

Come ad esempio la storia di quel ragazzo che vendeva i dvd degli spettacoli di Grillo su ebay. Si trattava di un certo Alessandro B., studente universitario di 19 anni (senza reddito, si immagina), che si è ritrovato una denuncia di Grillo tra capo e collo. Quali siano state le evoluzioni della vicenda non è dato saperlo, ma sta di fatto che le forze dell' ordine hanno sequestrato il computer del ragazzo e visto che il suo reato era di natura penale, cioè atti di pirateria con finalità di lucro, anche se non fosse finito per anni in galera, avrebbe comunque sborsato migliaia di euro a fronte di un guadagno inferiore ai 3 euro per dvd venduto.

Il giornalisti servi del Corriere non hanno perso l'occasione per cercare di screditare il guru, che però replicava dal suo Blog:

"Non ho denunciato nessun ragazzo, non so neppure chi sia, il mio legale ha presentato un esposto alla Procura di Alessandria per tutelare i miei legittimi interessi, per le vendite dei miei spettacoli effettuate su Ebay da molte persone."

Nel momento in cui scriveva queste righe invece, Grillo sapeva benissimo chi fosse il "criminale" finito nel tritacarne della sua sete di Giustizia. Ma siccome anche lui "tiene famiglia", nonostante si trovasse di fronte a un poverello, non ha saputo far di meglio che ricordarci i suoi "legittimi interessi". D' altronde questo mondo va ripulito: è ora di svuotare il parlamento dai pregiudicati, rovina dell' Italia, e di impedire l' illecito lucrare di "molte persone" con i dvd, rovina di Grillo. Sanguisughe malavitose! Se avessi l' indirizzo email di Alessandro B., vi inviterei a riempire la sua casella con le vostre letterine…

A parziale discolpa di Grillo però va sottolineato che i suoi legali pare agiscano sempre d'ufficio per difendere i poverelli. Per cui il caro Beppe certe cose le viene a sapere dai giornali. Poverello due volte quindi in questo caso.

Ma la cosa più interessante della sua risposta al Corriere è la chiosa:

"Non voglio rettificare, querelare. Non ne ho il tempo, né la voglia. Chi vuol credermi lo faccia. Se voi mi seguirete continuerò in questa opera di contro informazione, per non lasciare il campo ai giuda dell'informazione e ai loro trenta denari."

Devo avere una qualche forma di allergia alle richieste di atti di fede, perché ogni volta scatta in me, puntuale e d' ufficio, la molla del "sospetto". Altro che credere! In base a ciò che vedo invece, credo che l' 8 settembre Alessandro B. ci sarà.

lunedì 16 luglio 2007

Le domande giuste

Meglio tardi che mai? Non so. Ma sta di fatto che Mazzucco, nel suo articolo scritto alla luce dell' ultimo "agguato" da parte di Pietro Micca, dopo avergli fatto fior di complimentoni per la "coerenza" e la "lucidità mentale", si pone alcune domande che sarebbero state forse un po' più tempestive dopo l' Emilio Fede show:

"Ora però viene da domandarsi questo: a che serve dare del mafioso a un mafioso? A che serve dare del venduto a un venduto, dello schiavo a uno schiavo, del colluso a un colluso? A che serve, più in generale, aggredire pubblicamente un pubblico personaggio, per sbattergli in faccia quello che molto probabilmente è, ma che non ha nessuna voglia di sentirsi dire? Chi è già convinto che sia quella cosa, applaudirà certamente la bravata, ma chi ancora non ne è convinto, cambierà idea solo grazie all'ennesima aggressione di Piero Ricca?"

Ma perchè chiederselo solo ora? Infatti Ricca, in questa sua ultima gag, è stato sin troppo composto rispetto al suo solito. Si è contenuto persino quando la sua telecamera inquadrava la chierica di Mastella, trattenendo le provocazioni idiote già viste e sentite con il "puffone" e il "viagra". Allora perché, nonostante ciò, Mazzucco si è sentito in dovere di dargli suggerimenti sulle strategie migliori per affrontare il nemico proprio ora? Forse perchè, dopo avergli generosamente offerto lo spazio di LC l' indomani del sequestro del suo Blog, Ricca non lo ha degnato nemmeno di un ringraziamento?

Scuola Grillo insomma, dove evidentemente il Mazzucco non è tra le materie di studio previste. Come se non bastasse, da bravi gatekeeper (idea incastonata ad arte nel pezzo), di 11 settembre praticamente non parla nessuno dei due.

Ecco dunque l' articolo odierno di MM, scritto sì con somma umiltà, ma del quale chiave di lettura potrebbe anche essere questo suo antico insegnamento: "Se li ignori impazziscono di rabbia".

Tuttavia non capisco: una volta che ha cominciato a porsi pubblicamente le domande (a mio parere) giuste, perchè Mazzucco non va fino in fondo, rendendo esplicita la sua opinione? I complimenti iniziali a Ricca infatti sembrano pura formalità, visto che in seguito boccia la sua opera e insinua più di un dubbio nel lettore rispetto all' utilità del personaggio alla causa, ricorrendo all' artifizio delle domande retoriche. Tanto che, a fine articolo, qualcuno potrebbe tranquillamente estendere le domande di Mazzucco anche a Mastella: "Caro Ministro, a che serve dare del coglione a un coglione, e del cretino a un cretino? Chi è già convinto che lo sia applaudirà certamente la bravata, ma chi ancora non lo è, certamente tenderà a vedere in lui un martire." SCOMMETTIAMO CHE IL SIMPATICO USA-FREE INTERVERRà DI NUOVO? NON GLI FARò IL TORTO DI IGNORARLO :D! POTREBBE IMPAZZIRE...

sabato 14 luglio 2007

comebeppegrillo

Per ogni "controinformato" che si rispetti, la lettura di comedonchisciotte è un must. (Una breve presentazione del sito la trovate qui, mentre sarebbe gradita qualunque informazione sulle sue origini. )

Forse sarà utile ricordare a qualcuno che il suo motto è "alla ricerca della verità" (e ogni tanto è sicuramente d' obbligo sommarlo al nome stesso del sito), da cui consegue che non è "la bocca della verità". E per rendere l' idea di quanto questa Verità sia ancora in fase di ricerca, segnalo qualche articolo recente, grazie ai quali mi sono imbattuto in un nuovo guru. Ma procediamo con ordine.

Giovedì 12 luglio viene pubblicato La nuova 500 fa schifo. Il titolo sintetizza magnificamente un articolo in cui questo funge sia da premessa che da conclusione. Viene poi consigliato un altro articolo, il cui autore ci lascia intendere che avrebbe ugualmente fatto benissimo a meno della neonata di casa Fiat. Il titolo scelto infatti è: "La nuova 500? E' solo una 'stufa a petrolio'. Ecco perché sarà un flop". Il succo del suo discorso è: "Il difetto più grande della nuova 500 è che va a petrolio […] Peccato per la Fiat che ha perso l' ennesima occasione […] per guardare al futuro." In altre parole, non è alimentata da fonti rinnovabili, energie alternative.

Venerdì 13 luglio invece arriva un altro articolo, "La farsa delle energie alternative", che chiarisce subito un concetto: "Tanto per iniziare sappiate che non possiamo chiamarle energie alternative, ma casomai derivative…". E cioè, gira e rigira, in una vastità di campi impressionante, l' energia arriva sempre dal petrolio. Ciò minerebbe alla base le critiche alla Fiat 500 viste in precedenza (o comunque ne ridurrebbe un po' la portata), ma non è questo l' elemento che ha destato la mia curiosità. E' stato bensì l' articolo nell' insieme che, pur non disdegnando a tratti toni da Cassandra blondettiana, è stata una lettura interessante. L' autore è Eugenio Benetazzo.

Sull' esaurirsi del petrolio, certo ed imminente, ad esempio scrive: "…si ritornerà indietro: molto indietro, la candela sarà già un lusso." E poi: "Le conseguenze saranno senza precedenti storici"

Sotto la firma è riportato anche l' indirizzo del suo sito. E andando alla scoperta di Eugenio, troverete che:

"Eugenio Benetazzo è operatore di borsa indipendente e trader professionista, vive e lavora tra l'Italia e Malta, conosciuto ormai come il Beppe Grillo dell'economia, le sue previsioni e le sue opinioni compaiono nei più prestigiosi contenitori mediatici indipendenti."

Come Beppe Grillo… se la premessa è questa, penso sia lecito ipotizzare che ci sarà da divertirsi leggendo qualcuno dei suoi articoli.

To be continued…

___________________________


Vediamolo dunque all' opera, questo novello Grillo. In fondo il Beppe non è più un giovincello ed è bello vedere le nuove leve che scalpitano. Trovare gli articoli di Benetazzo è piuttosto semplice, perchè li ripubblica lui stesso sul suo sito, raccogliendoli in un ambizioso "Articoli e redazionali pubblicati".

Clicco su uno a caso nell' elenco: Hispanico cercasi.

"Anche le strappone che fanno marketing lungo i marciapiedi delle strade si sono ormai uniformate alla strepitoso ricorso al credito al consumo, alcune di loro propongono campagne pubblicitarie veramente stuzzicanti della serie "trombami oggi e paghi a rate a cominciare da Gennaio 2007"consentendo così di poter aumentare il fatturato dei propri servizi pur in un momento di contrazione di mercato. Grazie a queste sensazionali opportunità adesso è possibile consumare subito il rapporto sessuale senza preoccuparsi delle successive conseguenze debitorie."

Oh mamma mia!... arrossisco leggendo, quindi non vado oltre. Ma qual' è quel giornalaccio scostumato che pubblica una tale indecenza? Proseguo comunque fiducioso, scorrendo con il puntatore gli articoli. L' occhio cade su Best before 2012 e ci clicco, perchè non c' è nulla da fare: quella data ha un fascino irresistibile!

Durante la lettura però, la sensazione di deja vu è fortissima. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l' argomento è in sostanza quello dell' articolo appena letto su comedonchisciotte, solo che qui va oltre, trovando una concretezza insperata. Nel prevedere l' inevitabile degrado della straordinaria qualità della vita che oggi sperimentiamo grazie al petrolio che è ormai in via di esaurimento, introduce una scadenza: entro i prossimi 5 anni non potremo più fare spallucce, perchè si compirà ciò che ha da compiersi… Entro il 2012, per l' appunto. Niente fine del mondo dunque in questo suo pezzo, niente profezie Maya. Rimango un po' deluso. Ho abboccato all' esca del 2012 nel titolo, insomma. E come me, immagino anche tanti altri, che si sono sorbiti un po' di sana apocalisse macroeconomica invece dei cataclismi naturali attesi, quale l' inversione del campo magnetico terrestre.
Leggo qualche altro articolo, ma sempre meno motivato. I temi si ripetono: "peak oil", crisi economiche planetarie e il sempre imminente attacco degli Stati Uniti all' Iran. E in generale, ovunque: "miseria, terrore e morte". Già visto, già sentito. Ma non tanto da Grillo, quanto da Blondet piuttosto, con il quale Benetazzo condivide una certa attitudine a bacchettare, oltre che a fallire nelle previsioni. Almeno Grillo riesce a infilare una battuta anche quando straparla, cercando di cavarsela con la simpatia.
Decido però di concedergli un' ultima chance, perchè anche questo titolo è tutto un programma: Tutti a pecora.
E qui, dopo aver elencato una serie di congiunture strutturali planetarie macroeconomiche per i quali è facile predire che finiremo tutti come da titolo, l' unico consiglio che riesce a dare per salvare il salvabile è: "Non pensateci due volte, cercate in fretta su Ebay un paio di slip d'acciaio prima che si esauriscano troppo velocemente." Poi, in conclusione, un altro tocco d' artista: "Perciò tutti a pecora, così di abbondante rimarrà ancora qualcosa: la vasellina. Che scorrerà a fiumi".
Un poeta.

Ma cosa dirà mai la nostra stampa di questo personaggio, la cui originalità di pensiero è prossima allo zero, nonostante si sia guadagnato la pubblicazione su comedonchisciotte?
Tratto da un trafiletto della rivista Max:
"Nei suoi libri spiega che la catastrofe è vicina e i nostri soldi destinati a diventare carta straccia. Dalla sua web radio avverte che se avete una casa tra poco non varrà più niente, che se avete una macchina ben presto non ci sarà più benzina per farla camminare e che se avete investito in Borsa ve ne pentirete."

Proprio così: "nei suoi libri". Perchè Benetazzo è anche scrittore. Il suo editore è … Macro Edizioni. Accattatevill'!
Altra "recensione" da Il Giornale:

ll Beppe Grillo dei poveri si chiama Eugenio Benetazzo ma, per un fatto di giustizia, i suoi genitori 32 anni fa avrebbero dovuto registrarlo all'anagrafe di Sandrigo (Vicenza) col nome Dow Jones. Per via dell'indice: come lo punta lui, non lo punta nessun altro.

Ah, ma allora: "Grillo dei poveri", non della finanza! Anche perchè i suoi spettacoli sono a ingresso libero. Per i poveri, appunto. Anche di spirito: per quelli che al massimo aspirano agli "slip d'acciaio" e sperano di non acquistarli di una misura troppo piccola.

Il Foglio invece dice di lui:
ll Beppe Grillo dei poveri si chiama Eugenio Benetazzo ma, per un fatto di giustizia, i suoi genitori 32 anni fa avrebbero dovuto registrarlo all'anagrafe di Sandrigo (Vicenza) col nome Dow Jones. Per via dell'indice: come lo punta lui, non lo punta nessun altro.

Ma che succede: a distanza di 8 giorni Il Foglio ricicla un articolo già apparso su Il Giornale?! Va bene che i giornali non sanno più cosa inventarsi, ma qui si esagera con questo ecogiornalismo!

Non vado oltre. Il personaggio è stato qui sinteticamente introdotto, ma per gustarvelo appieno, vi invito a leggere i suoi testi e credo che il suo pensiero verrà approfondito in futuro da un pubblico sempre più ampio. L' unica considerazione che mi sento di fare in corso d' opera è che il terrore tira. E vende. Le diaboliche elite che ci governano ci vendono le guerre-missioni di pace facendo leva sul terrore, mentre la controinformazione, facendo leva sullo stesso meccanismo, vende un sacco di bei libricini. Come "Duri e Puri", di Eugenio Benetazzo. Leggiamo in una recensione (non pubblicata sul suo sito): "Resta l'amaro in bocca perché il sottotitolo "Come salvare i risparmi e sopravvivere ad un mutamento di scenario epocale senza precedenti" resta completamente disatteso. Leggetelo pure, ma non pensate di capire come poter salvarvi dallo tsunami finanziario-economico che è alle porte."

Peccato. In fondo lo slippino non è poi una idea tanto malvagia, ma si vede che questa ispirazione gli è giunta con il libro già in stampa.

giovedì 12 luglio 2007

Meteorine e Dignità

Colgo l' accorato appello di Piero Ricca, vittima dell' Autorità che ha chiuso e in parte oscurato il suo spazio web e faccio la mia parte per diffondere questo suo messaggio che è particolarmente nobile nella chiusura:

"Evviva i blogger, evviva la rete, evviva la libertà di ciascuno di esprimersi, di criticare e di resistere"

Evviva allora anche luogononcomune, dove ora esercito anche io questi miei diritti.

Povero Ricca! … dice di sentirsi come se gli avessero "amputato le corde vocali". Sarà per questo che si è comprato un megafono?! Ma ve lo dico in tutta sincerità: a me piaceva! Intendo la sua vocina. Così particolare, così calda, anche se un po' stridula di tanto in tanto. Come quando ripeteva: "Meteorine e dignità, meteorine e dignità… e un po' di Viagra." E la faccia di Fede mentre lo canzonava in questo modo? Uno spettacolo imperdibile! Degna della "Hall of fame" di Blob.

Lasciate quindi che io dica al signor Magistrato che si occupa del caso: per favore, faccia ricucire al più presto le corde vocali al signor Ricca! "Meteorine e dignità" è il massimo livello di controinformazione da lui prodotto. E' vero che forse aveva fatto di meglio con buffone o puffone (qualcuno mi chiarisca questo dubbio una volta per tutte per favore!), ma in realtà non ha mai fatto del male a nessuno! Ha fatto un gran bene anzi a tutti quelli che leggendo il suo blog si sono sentiti a tutti gli effetti controinformati. E si sa: i controinformati, in quanto tali, sono più intelligenti della massa perchè riescono a guardare dentro e dietro agli avvenimenti. Al controinformato non la racconti mica! Potrai raccontarla alla "casalinga di Voghera" con il tiggì abusivo di Emilio Fede, ma a loro no! Signor Magistrato: Piero Ricca ha svolto in questi anni una funzione sociale utilissima in questo senso, collaborando a raccogliere, gratificare e "tenere buone" quelle persone con cui la subdola manipolazione dell' informazione del regime non attacca. Lasciate perciò che egli continui a inventarsi queste canzoncine: "Meterorine e dignità, meteorine e dignità… e un po' di Viagra". A qualcuno questi ritornelli piacciono e anzi: a qualcun altro servono!

Signor Emilio Fede, mi rivolgo anche a Lei: la prego, ritiri la querela contro Ricca! Cosa avrà mai potuto dire di offensivo nei suoi riguardi? Detto tra noi: recare danno al Suo "onore e decoro" è impossibile…! Mi pare evidente che la "canzoncina" di Ricca sia scherzosa! Noi tutti infatti possiamo facilmente immaginare che con le meteorine che Lei si sceglie di certo non c' è alcun bisogno di Viagra! Lasci perdere quindi, e perdoni questa malcelata (e motivatissima) invidia! E per il resto, Ricca non ha detto niente che non si sia già sentito infinite volte! Ma lo guardi ora come si è ridotto: urla con un megafono in una galleria di Milano deserta, rivolgendosi ad una folla che è tutta nella sua immaginazione! Se continua così lo denunceranno pure per disturbo alla quiete pubblica. Mi appello alla Sua umanità: lo salvi da sè stesso …ritiri la querela! E non capisco perchè Lei si sia abbassato a dargli dell' "imbecille"… (A proposito: l' ha fatto prima o dopo avere visto questo video?) Ma anche se lo fosse, che ci vuol fare? Il denunciare tutti gli "imbecilli" che incontrerà in futuro sulla Sua strada non eleverà il quoziente intellettivo del paese. La prego allora ancora una volta: ci ripensi e ritiri dunque questa querela!

Un paio di appuntini, signor Fede, lasci però che li faccia anche a Lei! Innanzitutto, anche le casalinghe di Voghera sanno che sputacchiare sulle persone è una cosa da non farsi. E' chiaro che così facendo perderà un po' del suo pubblico. E poi è ovvio che non si possa pretendere un trattamento coi guanti dalle persone a cui si è dato del "Pirla" in pubblico! Capito Vee? :D

La seconda cosa che vorrei farle notare è che lei ha fatto il gioco di Ricca anche quando ha deciso di querelarlo. In tutto il video Ricca non faceva che provocarla. Anche con il "Ci vediamo in tribunale Emilio, che dici?" Rispondendogli di sì coi fatti, Lei gli ha dato una visibilità che agognava inutilmente da anni! Ora Ricca si sta facendo un discreto curriculum a base di querele e poco più.

E in fin dei conti è vero: tutti hanno il diritto di esprimersi. Anche chi reputiamo essere "imbecille". Motivo per cui, sarà bene accertarsi di alcune cosette, prima di votarsi interamente a uno qualunque dei tanti guru che rivaleggiano sulla piazza. Capito Usa-free? :D

lunedì 9 luglio 2007

Puffoni

"Buongiorno […] Io sono Piero Ricca, sono balzato all' onore delle cronache perché lunedì 5 maggio mi sono permesso il lusso di contestare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Palazzo di Giustizia, in un corridoio, alla fine dell' udienza del Processo SME. Gli ho detto quello che forse avrete letto sui giornali, gli ho detto di rispettare la Legge, di rispettare la Democrazia, di rispettare la Magistratura, di rispettare la Costituzione, di rispettare la Decenza, di rispettare la Dignità degli Italiani, o avrebbe fatto la fine di tutti i prevaricatori. Per chi crede alla Provvidenza come me, come Manzoni, i prevaricatori non Muoiono nel proprio letto, fanno spesso una fine ingloriosa. Come don Rodrigo, come Ceausescu…"

Si presentava così il Piero Ricca lasciato recentemente a piedi anche da quello schiavista moderno di Beppe Grillo (vedi post precedente), in un filmato datato 14/5/2003 che potete trovare nella sua interezza qui. Scusate le maiuscole, che in questa mia trascrizione potrebbero sembrare troppe (come nel resto del post), ma le ho messe per una questione di … Rispetto.

Dovere di cronaca mi impone di segnalarvi l' articolo de la Repubblica dell' epoca, nel caso voleste verificare se ciò che il nostro Piero diceva corrispondesse al vero o no. Vedrete che, più o meno, gli elementi ci sono tutti. Ma per fornirvi una Informazione ancora più completa, Vi segnalo anche la registrazione video dell' accaduto:

<

Ora però non stiamo a sottilizzare, per favore: che importa se ha saltato la provvidenza di Manzoni ed ha esordito con il "Fatti processare Buffoneee!", con un tono che non era proprio quello misuratissimo del filmato in cui si raccontava? E chissenefrega se dicesse davvero"buffone", o piuttosto "puffone" (come sostenuto in seguito)! La cosa importante è che quel giorno, passato alla Storia, ci ha regalato un personaggio in perenne crescita nel panorama della Controinformazione italiana.

Come detto, ha collaborato con Beppe Grillo, collabora con arcoiris e ha anche un blog. Per certi versi è già diventato un leader, una figura di riferimento. Punta sempre in alto e ha dimostrato di non temere Niente e Nessuno.

Ha incontrato ad esempio Luciano Violante (nella pagina trovate anche il video) e lo ha proprio messo alle strette! Lo ha spettinato con un turbinio di domande sul conflitto di interessi, sulle leggi vergogna, sulla legge Mastella e la "questione immorale dei furbetti del botteghino". E tutto ciò in meno 7-8 minuti netti! Violante, ormai inerme, non poteva nulla: "Eludeva, negava, rimbalzava" , come giustamente ci racconta Ricca. E aggiunge: "Insomma ci ha preso per fessi". Verissimo. Tanto vero che, a un certo punto, un Violante in evidente difficoltà, sbotta:

"Ma dica un fatto, non solo slogan".

"Ma gliene dico 20, se Lei non ha fretta!", risponde spavaldo Ricca, che evidentemente non è a corto nè di tempo, nè di argomenti. E prosegue: "Avete difeso i furbetti, che tutti sa… eh?"

"Quando? … mi dica un fatto", interrompe Violante.

"Non ho qui le dichiarazioni, ma le possiamo trovare. Se ha tempo, vado in un internet point e le vado a prendere!".

Violante, temendo di fare una figura ancora peggiore al ritorno di Ricca dall' internet point, ha preferito far finta di aver altro da fare e "si è tolto d' imbarazzo".

Come è andata con Fassino invece, alla presentazione del libro "Uncorrect" di Violante, sull' importanza del Partito Democratico? (Video) Inutile dirlo: lo ha messo con le spalle al muro. E' bastata una domanda secca, di quelle che i nostri giornalisti non fanno più dai tempi di Montanelli, e questo non ci ha più visto! A Ricca arriva una spinta e giustamente se ne lamenta, ottenendo questa perla di Fassino: "Lei ha un tono così aggressivo che se le tira le mani addosso!" Da non crederci! Infatti Rocca, non gliela fa passare liscia: "Complimenti, complimenti per l' affermazione! Stalinisti sempre!"

Alla fine della presentazione (durante la quale Ricca si è abilmente creato lo spazio in cui inserirsi brillantemente), visto che alle domande del pubblico non è stato concesso alcuno spazio, serpeggia un po' di malcontento generale, al quale Piero riesce a dare gran voce: "Bulgariii! Rispondete alle domande, Bulgariii! Poi vi lamentate, eh, quando Vi prenderanno con le monetineee!" (Ma forse ho sentito male io e ha detto invece "Pulgari"!) Infine, rivolgendosi a un Violante sfuggente come al solito: "Mi raccomando eh, Berlusconiani sempre!" C' è poco altro da aggiungere. I politici, ma non solo, ormai scappano quando lo vedono.

Piero è un personaggio scomodo. Che da fastidio.

Ne sa qualcosa anche Sgarbi:

<

Sgarbi, condannato in via definitiva per Truffa allo Stato, arriva in Piazza Duomo a Milano ed è accolto come merita da Piero Ricca. "Truffatoreeee!!!", gli urla, cercando di coinvolgre le Persone di passaggio. Alcune non si fanno pregare e si uniscono a Lui. Sgarbi, dopo aver schiumato un ingiustificato "Diffamatore di Merda", fa chiamare la Polizia. I Poliziotti, intervenuti prontamente, chiedono a Piero un documento di riconoscimento, nonostante lo conoscano già benissimo. Lui apre un borsone, poi una borsetta. "No, forse non ce l' ho. L' ho lasciato nell' altro zaino." Secondo me invece l' ha dimenticato nell' internet point, dove era andato a cercare le dichiarazioni da sbattere in faccia a Violante. Effetti collaterali del decreto Pisanu…

Ma ormai c' è una piccola folla riunita e lui la gratifica con un comizio improvvisato. "Sapete come Indro Montanelli, buonanima… un applauso a Indro Montaneli!!!" (Applausi.) "L' Intelligenza, la Cultura e l' Etica non sono Ideologia! Un Uomo di destra come Montanelli ci ha insegnato molti valori! Più di tanti Uomini di sinistra! Cosa diceva Indro Montanelli? Diceva di Sgarbi che era 'Un volgare calunniatore scherano di Berlusconi!' … Giorgio Bocca, ancora in vita, lo salutiamo con un applauso da quiii!" (Applausi del pubblico.) "Bocca, uomo della Resistenza, cosa diceva di Sgarbi, cosa ha scritto di Sgarbi? 'Eroe disperato della Cultura dell' Idiozia' ".

Saluta infine, sommerso da applausi: http://www.pieroricca.org!!!/


Per chiudere, se permettete, vorrei ricorrere anche io a una citazione.

Di Indro Montanelli, buonanima: "È pericoloso porre in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste."