"Come è stato detto autorevolmente, la verità sull'11 settembre non la conosceremo mai: non nei prossimi cento anni almeno."
Senza meglio specificare a quale autorità appartenga questo pessimismo (che potrebbe anche non essere del tutto ingiustificato), nell' introduzione al libro Zero, Giulietto Chiesa ne deduce che l' affermazione in sé contiene l' ipotesi che con la versione ufficiale sull' 11/9 non ci è stata detta la verità.
Questa stessa premessa potrebbe però essere interpretata anche diversamente: "Il libro che vi apprestate a leggere ha poco da spartire con la Verità che scopriranno, se tutto va bene, i vostri nipoti quando diventeranno a loro volta nonni. Ma noi non potevamo di certo aspettare un secolo per la pubblicazione. E, nel dubbio, abbiamo sparato a Zero!"
Per evitare che qualcuno possa scoraggiarsi di fronte al sovrumano lasso di tempo proposto, Chiesa cerca di spiegarci il motivo per cui anche ai giorni nostri la ricerca è fondamentale:
"…per il solo fatto di esistere, si pone come barriera alla prosecuzione della guerra infinita che è cominciata l'11 settembre e che non accenna a terminare e, anzi, continuamente minaccia di estendersi e di incendiare il mondo."
Interessante: ora capisco perché la guerra all' Iran è imminente da qualche anno. Siccome qualcuno continua a spifferare la data dell' attacco nei siti di controinformazione, a Washington sono costretti a posticiparlo. Qualcosa però deve essere andato storto con l' Iraq. Nonostante la moltitudine di ricercatori, la guerra c' è stata ugualmente. E anzi: continua tutt' ora. Ho come il sospetto che questa ricerca non sia poi tanto efficiente come barriera alla prosecuzione della guerra infinita.
Ma non voglio sottilizzare troppo. Anche perché Giulietto mi è simpatico. E dice anche cose con cui concordo pienamente. Chiede, ad esempio, una commissione di inchiesta internazionale, composta da "saggi, al di sopra di ogni sospetto, di ogni vincolo, di ogni affiliazione, di ogni interesse", per fare luce sui misteri dell' 11/9. Si rende perfettamente conto che l' idea stessa è pura utopia, ma nessuno può impedirci di sognare un mondo migliore! Per cui, voto anche io SI' al giurì internazionale. Si potrebbe finalmente sgomberare il campo dalle tante idiozie sentite in questi anni, e tutti i professori universitari, giornalisti autoproclamati e ingegneri fatti in casa potrebbero tornare ad occuparsi delle proprie materie di competenza. Oppure in miniera, nel caso non ne disponessero di alcuna. A proposito, vorrei segnalare un candidato che, da quel che mi risulta, sarebbe perfetto: Bazant. (Vorrei segnalare, sempre a proposito, la signorilità con cui Chiesa si è precluso la possibilità di partecipare a questa ipotetica commissione. E non perché lui sia il sosia di Stalin più perfetto che si sia mai visto - e Stalin che urla "non sono antiamericano" potrebbe essere una barzelletta per qualcuno -, piuttosto perché sono le sue frequentazioni politiche ad essere, diciamo così, non esattamente "al di sopra di ogni sospetto")
Giulietto però, uomo di sostanza, torna subito con i piedi per terra:
"…appaiono davvero ben ridicoli e miseri tutti i tentativi di razionalizzare quell'evento basandosi sul senso comune, o di racchiudere l'evento all'interno della sequela dei particolari tecnici, dei dettagli, che è poi il modo migliore per renderlo incomprensibile, perché lo decontestualizza, perché il mare di particolari impedisce di guardare l'insieme, perché è il vecchio vizio di concentrarsi sull'albero per non vedere la foresta."
Guardare l' insieme… guardare l' insieme… Questa esortazione non mi è nuova. (Brrr…) E a mio parere rappresenta il nocciolo di questa introduzione. Equivale a dire: "Le torri del WTC sono state demolite. La guerra al terrorismo che ne è conseguita ce lo dimostra incontrovertibilmente. E chiunque osi obbiettare qualcosa è un gatekeeper. Un Chomsky! O un debunker, di quelli che cercano il pelo nell' uovo, ignorando l' uovo! ".
Viene qui in soccorso dei debunker la saggezza popolare, secondo la quale "tira di più un pelo, di un carro di uova" e pertanto non posso essere pienamente d' accordo con una impostazione del genere, ma almeno Chiesa dice subito da chi guardarsi le spalle e parla chiaro!
Anche se non sempre:
"«Ma lei sta sostenendo che gli americani se lo sono fatto da soli?».
Naturalmente nessuno degli autori qui presenti sostiene una tale imbecillità…"
Khm… Riassumendo: non è stato Bin Laden. La versione ufficiale è una colossale bugia. Il contesto indica che tutto è stato preordinato. Ma sostenere che "gli americani se lo sono fatto da soli" è una imbecillità!!!
Chi è stato allora e perché? Il mistero si infittisce. Certo, dovrei leggere il resto del libro, nel quale forse è stato risolto e Chiesa ovviamente non ha voluto svelarne il finale. D' altra parte questa era solo l' introduzione.